Lorenzo, una testa mondiale
Il bis iridato in MotoGP ha confermato la costanza e la concentrazione di Jorge: un campione di solidità mentale con cui dovrà confrontarsi nel 2013, in Yamaha, un Rossi psicologicamente da ricostruire dopo il fallimento-Ducati
I maligni potrebbero dire che sa vincere il titolo solo negli anni in cui i suoi avversari si infortunano: nulla potrebbe essere più sbagliato, ingeneroso e intellettualmente disonesto della valutazione dei mondiali di Jorge Lorenzo. Sì, nel 2010 Rossi alzò bandiera bianca per la frattura della gamba al Mugello, e quest’anno Stoner ha lasciato nella sabbia di Indy sia i frammenti ossei della caviglia, sia le sue chance iridate, ma il secondo titolo nella top class del maiorchino - il quarto in carriera - è una dimostrazione di forza. Mentale. Un po‘ lo specchio di Jorge, trasformatosi dal ragazzino timido e arrogante che ai suoi inizi affrontava paddock e meccanici con presunzione, in un campione che vince prima ancora di scendere in pista. Con una solidità di nervi che fa la differenza.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
